Il progetto nato per gioco,  potrebbe diventare un simbolo riminese.

Ci sono alcune storie sulla diversità che fanno riflettere, commuovono, fanno urlare di rabbia, come quella avvenuta ieri nel Modenese dove la mamma di un bambino autistico voleva festeggiare il compleanno del figlio con i suoi compagni di classe, che però non si sono presentati, lasciando nella famiglia e in tantissime persone che hanno sentito la storia, un profondo senso di amaro in bocca.

Poi ci sono storie opposte, dove la diversità diventa strumento di forza e di sensibilizzazione per tutta una comunità.
Vicende come quella di Fabrizio Bove, romano di nascita ma riminese d’adozione. L’uomo è un dipendente pubblico e qualche tempo fa ha inventato una storia da raccontare a suo figlio per metterlo a letto la sera cercando nel frattempo di parlargli della “diversita” .
Il bambino che ora ha 8 anni e’ sempre stato appassionato di dinosauri, quindi la favola non poteva che avere proprio una di queste creature preistoriche come protagonista.
Piadyno è il nome della creatura, nato, secondo l’immaginazione di Bove, da una femmina di dinosauro e un possente squalo. Ma in questo immaginario regno di dinosauri “purosangue”, non c’è posto per un ibrido che quindi è stato affidato al mare per essere trovato e accudito da qualcuno, episodio che ricorda un po’ la vicenda biblica di Mosè.

Il mare in questione è l’ Adriatico e la spiaggia su cui Piadyno è stato visto e trovato quella di Rimini. Questo quanto raccontava ogni sera Fabrizio Bove a suo figlio che, preso dalla grande curiosità, ha iniziato a chiedere di parlare con questo dinosauro.

“A questo punto si è concretizzata l’idea di  dare vita a questo personaggio. Abbiamo ideato prima un disegno (l’obiettivo è che questo personaggio diventi un cartoon), poi una canzone   e infine un pupazzo in carne ed ossa”.

Questo quanto Fabrizio Bove ci ha confessato nell’intervista. Il progetto è molto ambizioso, ma già il fatto che il Rimini calcio lo abbia scelto per essere promotore dello sport per i piu’ piccoli indica che c’è sensibilità attorno al tema.

“Abbiamo fatto diversi seminari per educare i più giovani al fatto che la diversità non è un problema, ma una risorsa. Lo abbiamo per esempio spiegato in un convegno nel quale si parlava di raccolta differenziata e di quanto questa possa giovare all’ambiente. Abbiamo in mente di andare nelle scuole per sensibilizzare ulteriormente i ragazzi e i bambini che come mio figlio volessero sapere qualcosa in più”.

Oltre 5000 le persone che in pochi mesi seguono la pagina Facebook di Piadyno, che vorrebbe diventare, anche a detta del creatore stesso, un vero e proprio simbolo educativo a qualunque tipo di diversità socio-ambientale e tutti insieme abbiamo il compito di aiutarlo in questo percorso e di farlo sentire a casa.