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E’scattata “L’operazione Ronaldo”

A Rimini ecco il nome dell'operazione della Polizia Locale per eliminare dal mercato prodotti falsi.

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Quando un grande campione del calcio, approda nella squadra del cuore di un tifoso, è subito boom di vendita non solo di abbonamenti, ma anche e soprattutto di magliette. Immaginatevi, allora, l’arrivo di Cristiano Ronaldo, la scorsa estate alla Juventus, quanti introiti ha portato nelle casse non solo della società , ma anche di chi vende prodotti calcistici, più o meno originali, nei bagarini.

 A Rimini, per esempio è scattata in mattinata “l’Operazione Ronaldo”, denominata così dalla polizia Locale stessa, volta a contrastare la contraffazione di prodotti falsi.

A seguito di una segnalazione pervenuta agli uffici del comando relativa al commercio di capi di abbigliamento riportanti marchi falsi, la polizia locale ha provveduto immediatamente a verificare alcuni esercizi che si trovano su un importante asse commerciale del centro città.

Nell’area oggetto dell’accertamento sono stati controllati tutti gli esercizi commerciali che avevano in vendita detti marchi, per un totale di dodici attività, di cui oltre la metà risultata in regola.

I capi coni marchi contraffatti sono capi di abbigliamento e gadget, prodotti dal brand “Juventus Football Club S.p.a. e Inter Football Club S.p.a.”, posti in vendita prevalentemente in alcuni bazaar di chincaglieria.

Era già diverso tempo che la polizia locale teneva sotto monitoraggio quelle attività commerciali che esponevano la merce anche all’esterno dei locali. L’esame effettuato sui prodotti in vendita, tutti sequestrati e posti a disposizione dell’autorità giudiziaria, è stato messo a punto con il supporto dei periti delle case madri, che hanno confermato la sospetta contraffazione.

Falsi si, ma di ottima fattura  con grande attenzione ai particolari, tanto da rendere fasulle anche  etichette e identificativi antisofisticazione.

Sono 85 i pezzi complessivamente sequestrati, venduti al pubblico al prezzo di circa 30 euro.

Alcuni dei responsabili non hanno saputo giustificare la legittima provenienza della merce, evidentemente acquistata “in nero” sul mercato illegale. Tutti gli esercenti trovati in possesso di materiale contraffatto sono stati denunciati alla Procura della Repubblica presso il tribunale di Rimini per le ipotesi di reato di “introduzione nel territorio dello Stato e commercio di prodotti con segni falsi” oltre al reato di “ricettazione”. Sono tuttora in corso le indagini per ricostruire l’intera filiera del falso e i canali di approvvigionamento della merce.

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