Mafie, maschere e cornuti o spettacolo che avvia le celebrazioni in memoria delle vittime di mafia a Ravenna

La celebrazione ufficiale è prevista per il 21 marzo 2019

Domani, giovedì 6 dicembre, alle 21, nelle Artificerie Almagià si terrà lo spettacolo “Mafie, maschere e cornuti” di e con Giulio Cavalli.

L’iniziativa è organizzata da Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie – coordinamento provinciale di Ravenna, con la compartecipazione dell’assessorato alla Pubblica istruzione e Infanzia e la collaborazione dell’associazione “Gruppo dello Zuccherificio”.

L’evento si colloca all’interno di un più ampio progetto, realizzato con il Comune, per formare, informare e sensibilizzare gli studenti e tutta la cittadinanza, sulle tematiche relative alla lotta contro le mafie, sulla promozione della legalità e della giustizia.

 

Ravenna avrà l’onore di ospitare la manifestazione regionale per la giornata della memoria e dell’impegno nel ricordo delle vittime innocenti delle mafie, che si terrà il prossimo 21 marzo 2019.

Lo spettacolo di giovedì inaugura quindi il cammino verso questa data  simbolica.

Nei prossimi mesi si terranno una serie di eventi itineranti in compagnia del mondo scolastico, associativo e di tutte le persone interessate che abbiano voglia di unirsi a questo grande cammino insieme contro le mafie.

 

Lo Spettacolo

 

“Mafie, Maschere e Cornuti”

Dalla lezione dei giullari del ‘500 abbiamo imparato che la risata è l’arma più potente contro i prepotenti: quando il potere è incapace di governare rispettando le regole teme la parola dei giullari perché ha bisogno di nascondere le proprie impudicizie.

Le mafie, da sempre, sono un’incrostazione di potere che sopravvive grazie (anche) alla proiezione che riescono a dare di se stesse; ma quanto c’è di vero nella narrazione mafiosa (e di chi nel raccontarla finisce per celebrarla con un concorso culturale esterno) che quotidianamente ci viene proposta? Siamo sicuri che Riina (l’uomo che sognava di mangiare carne, comandare carne e cavalcare carne) potesse tenere da solo sotto scacco un intero Paese? E cosa ci dice lo scalcagnato covo di Provenzano?

 

Ripercorrendo le operazioni antimafia degli ultimi anni “Mafie, maschere e cornuti” racconta la tragica comicità di una mafia che svelata non può fare così paura.

Perché ridere di mafia è antiracket culturale. E le mafie, come tutte le cose terribilmente serie, meritano di essere derise.

 

Giulio Cavalli sarà ospite di Ravenna anche venerdì 7 dicembre e parteciperà ad una mattinata di incontri con gli studenti di alcune scuole di Ravenna.

 

Alle 20.30 si concluderanno i due giorni in compagnia di Cavalli con la presentazione del libro Carnaio, edito da Fandango c/o il Circolo Arci Dock61 in via Magazzini Posteriori.

Nell’occasione Giulio Cavalli sarà intervistato da Federica Angelini (giornalista di Ravenna &Dintorni).

Durante la serata sarà possibile sottoscrivere la tessera socio a  Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie.

 

Il Libro

Giovanni Ventimiglia è un pescatore, da tutta la vita raccoglie nelle sue reti acciughe e granchi, anche se negli ultimi anni il mare è diventato avaro e sulla sua piccola nave non ha più un equipaggio. Il pesce lo vende nel mercato di DF, un paesino aggrappato alla costa come tanti, con un parroco che fa la predica ma va a puttane, un sindaco che è padre di sindaco, un’emittente locale che scalda i cuori delle casalinghe con il suo conduttore brizzolato. Ma un giorno di marzo Giovanni attraccando al pontile trova un cadavere, un uomo che in ammollo dev’essere stato per giorni, un ragazzo non di quelle parti, forse dell’Est o del Sud, uno di colore comunque. E dopo di lui, i ritrovamenti di cadaveri sbiaditi dall’acqua, tutti giovani, tutti neri si susseguono, senza che le autorità locali riescano a trovare un filo, cumuli di cadaveri da seppellire, identificare, gestire. E da DF chiedono aiuto, ma da Roma prendono tempo, impongono accertamenti, tanto che, per non venire sommersi, i cittadini saranno costretti a escogitare un sistema per affrontare l’emergenza, e poi nel tempo trasformarla in profitto. Con uno sguardo che ricorda Saramago e Bolaño, Carnaio è un incubo di carne e soldi, la profezia di un mondo prossimo, in cui l’ultimo passo verso l’abisso è già alle nostre spalle.