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Ravenna si oppone all’inquinamento nelle spiagge.

“Il mare dice basta”: in vigore da lunedì il divieto di fumo sulla battigia e in mare. Vietato anche gettare i mozziconi in spiaggia

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I nostri mari e le nostre spiagge sono purtroppo sempre più considerate discariche per rifiuti di qualunque genere. Tutti sanno, ma nessuno fa niente, poichè basterebbe maggiore accortezza da parte di ognuno di noi per anestetizzare un pò il problema.

Intanto il comune di Ravenna sta smuovendo i primi passi verso questa dimensione.

Entrerà  infatti in vigore lunedì 15 luglio l’ordinanza che prevede l’assoluto divieto di fumo sulla battigia e in mare e l’abbandono di mozziconi nelle restanti zone di spiaggia.

Il provvedimento era stato annunciato nei giorni scorsi, nell’ambito della presentazione dell’accordo triennale “Il mare dice basta”, che vede Comune, Hera e Cooperativa Spiagge impegnati in una serie di azioni finalizzate a contrastare il fenomeno del marine litter (abbandono di rifiuti in spiaggia e in mare), liberare le spiagge dalla plastica, potenziare la sostenibilità ambientale dei servizi erogati a cittadini e turisti.

Nello specifico l’ordinanza comunale prevede: l’assoluto divieto di fumo nella battigia, cioè la fascia di spiaggia ampia cinque metri dalla linea di marea, e nelle zone di mare riservate alla balneazione, cioè la fascia di mare antistante la costa, per una profondità di trecento metri dalla battigia.

Nelle restanti zone della spiaggia, essendo in ogni modo vietato l’abbandono di rifiuti, è necessario munirsi di un idoneo contenitore (riutilizzabile oppure “usa e getta”) per la raccolta di mozziconi o altri rifiuti di prodotti da fumo, al fine di evitare danni all’ambiente, nonché possibili pericoli per l’incolumità e la sicurezza delle persone. Proprio nell’ambito della campagna “Il mare dice basta” la Cooperativa Spiagge sta distribuendo oltre 50mila coni portacenere di cartoncino per evitare l’abbandono di mozziconi di sigarette.

L’ordinanza sarà in vigore fino all’ultima domenica di ottobre e, dall’anno prossimo, dal sabato precedente la Pasqua all’ultima domenica di ottobre.

Le violazioni prevedono sanzioni da 60 a 300 euro.

Se la soluzione si rivelerà o meno vincente adesso dipende dai turisti e da tutti i coloro che occuperanno le spiagge in questo ultimo periodo di vacanze estive.

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