Il Gp del Messico, ha sentenziato ieri quello che si sapeva già da un pò, ma che la matematica ha reso ufficiale solo ieri: Hamilton è per l’ennesima volta il campione del mondo in Formula 1. Non che sia una novità, dato che con quello conquistato ieri il pilota inglese ha già 5 titoli in bacheca a soli 2 di distanza da Schumacher, adesso davvero a portata. Al pilota inglese bastava un 7° posto nella gara di ieri, e pur non esaltando, in un tracciato difficile per la Mercedes, è riuscito ad arrivare 4° conquistando meritatamente il titolo.
Il tutto in uno dei weekend peggiori per le Frecce d’Argento, mai competitive per la vittoria e per il podio, fatto che però non ha impedito al pilota inglese di gestire la corsa con intelligenza e senza correre rischi.

Si perchè Hamilton può non essere il driver più simpatico, anzi talvolta risulta il più odiato, ma è innegabilmente il più forte. Ha la macchina giusta, vero, ma a questa unisce la grinta, la tattica, la personalità e anche un’invidiabile capacità di gestire situazioni di pressione, dote in cui Vettel il suo rivale diretto, ha parecchio da migliorare. Con questo titolo Hamilton entra di diritto nella hall of fame di questo sport, raggiungendo Fangio. 71 vittorie in carriera, sorpassi epici e l’irriverenza adatta ad un campione che è uno dei migliori nella storia della Formula 1.

Non basta la strepitosa gara di ieri del tedesco in Ferrari, con un secondo posto conquistato con grinta, fame e personalità, per cancellare i gravi errori commessi in stagione. Si perchè quest’anno il Mondiale era più che alla portata, ad un tratto sembrava in pugno del pilota de Cavallino  che poi se lo è lasciato sfuggire, per via appunto dell’incapacità di reggere la pressione, per errori grossolani e si anche per un pò di iella, ma come è noto, la fortuna va da chi la cerca.
Resta aperto il mondiale costruttori, anche grazie a Raikkonen che approfittando di una strategia differente rispetto agli altri riesce a conquistare l’ennesimo podio di questa sua buona stagione, la migliore in Ferrari dopo quella del 2007 anno in cui vinse il titolo.
Le prossime due gare saranno le ultime due del finlandese in Rosso: Leclerc sarà il suo sostituto il che potrebbe dare a Vettel per la prossima stagione una bella spinta per non commettere errori.

A trionfare ieri in Messico è stata, come da pronostico, la Red Bull di Verstappen talmente competitiva in questo tracciato, da non aver avuto rivali concreti che potessero metterla in vera difficoltà. E se non avesse avuto problemi sul più bello e non fosse stato costretto al ritiro, Ricciardo avrebbe potuto conquistare il secondo posto senza troppa difficoltà.

Serie A, la Juventus in fuga
La Juventus compie la prima mini-fuga stagionale. La sofferta vittoria a Empoli per 2-1 con doppietta di Cristiano Ronaldo, permette ai bianconeri di scappare a più 6 dal Napoli.
Gli azzurri non sono riusciti ad andare oltre al pareggio interno contro la Roma e non fosse stato per un gol all’ultimo respiro di Mertens, su splendida azione corale, i giallorossi avrebbero, senza merito portato a casa il bottino pieno.

Il Milan soffre, ma risorge grazie alla combattuta vittoria ottenuta contro la Sampdoria. Un pirotecnico 3-2 permette a Gattuso di restare più o meno saldo sulla panchina rossonera, in attesa di ulteriori futuri giudizi.
Ancora una volta in rete i 3 giocatori decisivi senza i quali la squadra sarebbe in ben altra posizione: Higuain, Cutrone, Suso.

Il Cagliari in casa si conferma squadra quasi imbattibile. A farne le spese il Chievo che con Ventura ha aumentato la personalità, ma non ha ancora portato a casa punti. Anche se alla Sardegna Arena gli ultimi 20 minuti clivensi sono stati di buon livello. Il 2-1 finale per la squadra di Maran con in gol il solito Pavoletti e l’ex Castro, testimoniano di una gara non semplicissima.

Pareggio divertente quello tra Genoa e Udinese, con il Grifone che con Juric non ha ancora vinto e che non è riuscito a sfruttare gli errori difensivi della squadra friulana. A proposito, esordio da incubo nella porta bianconera per Musso che ha commesso errori veramente da matita rossa. A tenere a galla i friulani, ed evitare loro la sconfitta, ci hanno pensato i soliti due; Lasagna e De Paul. 2-2 il risultato finale.

Pareggio per 1-1 con polemica invece tra Torino e Fiorentina, due squadre che al momento hanno molto in comune e infatti si sono divisi l posta in palio. Tutte e due non stanno brillando come le attese promettevano, si affidano molto al gioco sugli esterni e hanno un disperato bisogno dei gol delle loro prime punte che arrivano col contagocce. Belotti e Simeone, i due uomini che in teoria dovevano fare la differenza, in realtà non stanno incidendo praticamente per nulla nei risultati delle loro squadre.

Altro pareggio divertente, quello nel derby emiliano dove il Bologna è passato per due volte in vantaggio e per due volte è stato raggiunto dai neroverdi che finalmente hanno beneficiato della grande prestazione di Berardi che pur senza gol ha dato un contributo importante per il risultato della sua squadra.

Prima importante, quasi storica vittoria esterna del campionato per il Frosinone che espugna il campo della Spal con un secco 0-3 che regalano la prima gioia stagionale a Longo e ai suoi ragazzi. Vittoria meritata nel complesso, anche se molto sofferta. Gli uomini di Semplici non sono certamente stati baciati dalla fortuna dati i due pali, uno per tempo colpiti dagli attaccanti.

Stasera la giornata si chiude con il suggestivo monday night match tra Lazio e Inter, una gara imperdibile per ovvi motivi. Tra tutti, prevale la curiosità della sfida nella sfida tra due bomber sempre più leader delle rispettive formazioni. Immobile contro Icardi per un match importante che vale tanto: se dovessero vincere, i nerazzurri raggiungerebbero il Napoli al secondo posto. Conquistare i 3 punti significherebbe per la Lazio raggiungere il 3° posto in solitaria.

Top 3 dei gol
Come al solito stillare una classifica dei top 3 gol di giornata è compito arduo, ma stavolta cari lettori abbiate pazienza se alcune posizioni non saranno in solitaria ma condivise con altri perchè limitarsi a 3 sarebbe impossibile.
Finalmente tornano veri top players in questa classifica.

1. Cristiano Ronaldo: il gol che ha portato la Juve a battere l’Empoli, quello del 2-1 è pura magia. Un tiro che solo a lui poteva riuscire, bellissimo a giro, sotto all’incrocio per 3 punti importantissimi che permettono la fuga ai bianconeri.

2.Mertens/Pinamonti: il belga è tornato alla grandissima. Partito dalla panchina è suo il gol al fotofinish che permette al Napoli di agguantare un più che meritato pareggio contro la Roma. Certo la rete di Mertens non è la migliore a cui il belga ci ha abituati, per info chiedere a Torino e Lazio nello scorso campionato. Però per come è stata costruita l’azione dal collettivo, questa rete merita il secondo gradino del podio.

Anche la rete del 3-0 per il Frosinone sulla Spal, targata Pinamonti, merita il secondo posto. Non tanto per il peso di un gol che poteva anche non esserci dato che la partita era già chiusa, quanto per la costruzione corale della manovra e stavolta anche per il gesto tecnico dell’ex primavera dell’Inter che conferma quali siano tutte le sue grandi qualità. E allora cross per lui e tiro di prima intenzione che scavalca Gomis, senza colpe.

Qui sintesi della gara, il gol visibile dopo 1 minuto e sette secondi di video

3 Suso/Marlon: ecco per la prima volta in stagione, il 3 posto in coabitazione. Torna ad esultare Suso, e lo fa a modo suo con un gol “alla Suso”, grande progressione sulla fascia a rientrare e tiro a giro nell’angolino basso che lascia secco Audero.

 

Rete simile per Marlon, difensore del Sassuolo. Il giovane difensore servito da Berardi tira dalla trequarti campo del Bologna una sassata imparabile per Skorupski, permettendo ai neroverdi di agguantare un momentaneo pareggio anche qui più che meritato prima del nuovo vantaggio bolognese e del definitivo 2-2 di Boateng. Ecco la sintesi

Gol visibile dopo 1 minuto e 11 secondi. 

Real Madrid, è crisi nera, esonero di Lopetegui, manca solo l’ufficialità, in arrivo Conte

Spesso il grande classico della Liga, Barcellona-Real Madrid offre spettacolo ma vedere una supremazia così evidente da parte di una delle due squadre, è una cosa rara. La manita dei catalani mette quasi sicuramente la parola fine all’avventura di Lopetegui sulla panchina blanca. Il ct ex nazionale spagnola non è riuscito a dare la sua impronta alla squadra, o forse si, visto che è un tecnico sopravvalutato: non è solo la sconfitta contro gli eterni rivali ad aver determinato questa scelta perchè è inaccettabile che la squadra che ha vinto le ultime 3 Champions League sia 9° in campionato e abbia 7 punti di ritardo dalla capolista, proprio gli eterni rivali.

In arrivo allora in queste ore a Madrid Antonio Conte, dovrebbe mancare solo l’ufficialità. E sarebbe il secondo tecnico italiano a sedere su quella panchina così impegnativa, dopo Ancelotti e prima del ciclone Zidane con cui il Real ha vinto tutto. Imitarlo sarà davvero difficile, ma di certo Conte ha tutte le possibilità per fare meglio di colui del quale prenderà il posto.
La risalita in campionato è possibile, mentre per la Champions i favori del pronostico non sono più nella capitale spagnola.

Motomondiale: La Yamaha torna a sorridere, Marquez incidente per fortuna senza conseguenze
A titolo iridato già segnato, il Motomondiale è stato ancora capace di regalare motivi di grande interesse nel Gp d’Australia di ieri. Partendo dal vincitore, Vinales che riporta dopo tanto tempo la Yamaha sul gradino più alto del podio.
Marquez già campione del mondo, ha tentato di divertirsi, non badando a calcoli ma solo a fare una gara d’attacco. Lo spettacolare incidente patito al sesto giro non ha per fortuna sortito grandi conseguenze per lo spagnolo, a parte il ritiro forzato qualche giro dopo.

Secondo posto per Iannone e terzo per Dovizioso, con un’altra bella gara per lui, anche se il protagonista di giornata resta indubbiamente Vinales, che finalmente è tornato a sorridere.