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Torna al Bonci la Tempesta di AterBalletto

Coreografia e musiche scritte niente meno che da Giuliano Sangiorgi, frontman dei Negroamaro

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Torna al Teatro Bonci di Cesena venerdì 26 aprile (ore 21) Aterballetto, con il nuovo allestimento Tempesta. Giuseppe Spota firma per l’ensemble emiliano la coreografia, sulle musiche, scritte appositamente per lo spettacolo, di Giuliano Sangiorgi, frontman dei Negramaro.

Si recupera con questa data la rappresentazione prevista per l’abbonamento Danza il 2 febbraio scorso, posticipata a causa dell’infortunio di uno dei danzatori protagonisti.

 La tempesta è un mito letterario, è una specie di favola magica che conclude la carriera di Shakespeare in maniera del tutto originale e misteriosa. Si tratta della sua ultima opera ed è considerata come il suo testamento spirituale, un addio al teatro che non a caso presenta in scena un artefice di magie: allusione, come aveva ben capito Strehler, ad un creatore di meraviglie teatrali.

Si può trasferire in gesto e movimento la scrittura così densa di racconto e di significato di quest’opera? Questa la sfida dello spettacolo.

Una Tempesta in danza, sulle musiche originali di Giuliano Sangiorgi, frontman dei Negramaro.

Dieci quadri, oltre al Prologo e all’Epilogo, interpretano con un taglio contemporaneo la traccia della narrazione aprendo spazi immaginativi inconsueti e traducendo la scrittura in gestualità corporea e ritmica.

 Con Tempesta Aterballetto mette alla prova la danza e la sua capacità di raccontare storie e personaggi di una narrazione teatrale, osservandoli da nuovi punti di vista. Garantendo una chiara leggibilità della storia, senza rinunciare ad aprire dimensioni visionarie. E allora si parte proprio da una tempesta, quella che ha portato Prospero e Miranda a naufragare sull’isola, per poi ripercorrere la linea degli eventi delineata da Shakespeare, evidenziando alcuni nuclei tematici di forte profondità. Per andare al cuore di uno dei più straordinari drammi del grande autore inglese, grazie al lavoro coreografico del giovane Giuseppe Spota, con la drammaturgia di Pasquale Plastino, le musiche di Giuliano Sangiorgi e la consulenza critica di Antonio Audino.

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